Sole e coriandoli


Torino.
Esco di casa zaino in spalle.
C’è un azzurro che fa strizzare gli occhi nel cielo.
Prendo la metropolitana.
Come se lo facessi tutti i giorni.
Arrivo, scendo e ritrovo l’azzurro.

Salgo in una casa di ringhiera.
Lì all’ultimo piano mi aspetta una persona importante. Per me importante, ovviamente.
Lo ascolto.
Ritrovo il profumo della pipa. Familiare e lontano.
Osservo incantata come una bambina il panorama da tutte le finestre.

Lo ascolto.
Qui le montagne sono vicinissime e bianchissime.
Lo ascolto.
Le ho sempre viste da piccola, ma ora mi sembrano immense.
Lo ascolto.
Mi chiede.
Non so rispondere.
Non lo so.
Siamo entrambi in difficoltà.
Entrambi sappiamo che non mi sta chiedendo solo di provare a cambiare lavoro.

Poi un pranzo fugace, che non si può nemmeno dire.

Forse sono solo fantasie.
Forse mi fa impressione trovarmi nella città in cui sono nata e ritrovare tutto quello che mi manca lì, a Bologna.
Poter dire tra 15 minuti ci troviamo lì davanti (e sapere dove è il posto e che in 15 minuti ci posso arrivare). Stringere l’amica del cuore (e molto di più) e sentire anche solo il suo profumo che già ti fa sentire a casa.
Forse è solo questo.
La nostalgia del tempo passato, dei legami forti cresciuti e saldati nel tempo.
La sicurezza dell’intorno conosciuto.
I volti noti del quartiere.

Si, sono solo fantasie.

Devo stare coi piedi per terra.
Devo strare coi piedi per terra.
Telefono a Bologna, con entusiasmo, subito mi rimettono coi piedi per terra.
Tutti e due, e se ne avessi un altro paio anche quelli starebbero per terra.

Ecco solo ancora un attimo….solo un attimo…ancora un attimo…
voglio godermi tutto questo…guarda c’è ancora il sole…l’azzurro qui vicino al bianco è ancora più azzurro…aspetta un attimo… va bene sto coi piedi per terra… ma aspetta un attimo e torno lì giù…

I nonni bis da Genova sono arrivati per festeggiare gli 80 di Nunùn (nonnabis).
Senza Nikon e posso solo fissare quest’immagine:

Pìllu (nonnobis), Zoe ed io che ci tiriamo palle di neve e pugni di coriandoli.
Tutti e tre coi sorrisi nel sole e gli occhi pieni di vita.
Tutti e tre senza guanti e con le mani ghiacciate.
Tutti e tre bambini.
Tutti e tre a giocare senza pensieri.

Aspetta ancora un attimo ne ho un’altra….

Zoe ed io su una sola altalena, faccia a faccia.
Coriandoli e sole tutt’intorno.
Pillu ci sgrida che non si può giocare così.
E’ solo scocciato che lui non può salire.

Aspetta…. ne ho un’altra…

“vietato ai minori di 12 anni”.
– Mamma, quanti anni hai?-
32.
– va beh, son pochi tu puoi.
    e tu?-
Nessuna risposta.
E scivoliamo in tre.

A saperlo prendere, l’Alzheimer regala spunti creativi.
A riuscire a dirlo, devo a lui la mia passione per il mare.
A poterci credere, so di poter sognare molto più forte di così.

Colgo gli attimi.
Colgo questi attimi colorati.
Coriandoli di oggi.

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5 pensieri su “Sole e coriandoli

  1. @anonimo: Forse sì, ziofà, come diremmo noi a Torino…ma…riesco lo stesso a cogliere l'attimo e a godermelo.Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia. chi vuol esser lieto sia: di doman non v'è certezza.Lo sai che son così…

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