Lo spessore di una giornata grigia


Pomeriggio uggioso di colori acquerellati da questa pioggia continua.
Note, calde, accarezzano i pensieri stipati nella scatola di latta che contiene il mio cervello.

Mi lascio cullare, morbida e suadente, da quei baci di tromba,
rotondi, avvolgenti e rassicuranti.

Chiudo gli occhi e, da brava àncora (a volte lo sono),
mi tuffo e m’immergo,
fino al fondo, sotto le correnti.
E qui è dove sto.
Questa è casa mia.

Oggi, così liquida, con il mio occhio di pesce, vedo questo.

Poi ho ficcato, avidamente, le dita nella resina acrilica, per cercare di dare spessore a questa giornata.
Sono stata costretta da questo tono di fondo grigio bagnato.
Non potevo farne a meno: è stata una pulsione primitiva.

Tra poco me li scordo questi sollazzi.
Tra poco inizia la rumba.
Tra poco, sì.

Non ora.
Ora, dal divano, languida, lascio colare i colori.
Con il filo d’incenso che sale lento.
Con la gatta che dorme.
Con la musica che gira.

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2 pensieri su “Lo spessore di una giornata grigia

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