Le caste non esistono


Ho svuotato la borsa di pezzetti di crackers, di sassolini, di legnetti, di foglie secche, di filini colorati, di A4 disegnati e piegati, di avvisi della materna.

Ho tolto la bottiglietta d’acqua e i tre pacchetti di fazzoletti.
L’ho girata sul tavolo come faceva la mamma di Ameliè.
Dentro poi ho messo il portafoglio.
E basta.
Ho fatto la valigia.
Son partita per Torino, con una gassa-d’amante in gola e due goccioline d’acqua ai bordi degli occhi.
Arrivata. Asciutta e con il nodo lasso.
Scrivania nuova. Di legno grezzo e chiaro.
Hanno scelto il rosso, per i miei dettagli.
Ovviamente, loro conoscono me e tutte le mie me molto bene.
Qui le idee girano velocissime.
Sono ambiziose, a volte esagerate, continue, dirette ed immediate.
Ognuno si incastra nell’altro con le proprie competenze e attitudini.
E’ sempre stato così. E dopo 10 (???) anni è ancora così.
Li ho ritrovati e non è cambito nulla.
Si passano ore in silenzio. E poi baldoria liberatoria, per un po’.
Il caffè è scekerato corretto, in questo periodo di caldo a metà.
Le ore filano e non si sentono.
L’ufficio non è un ufficio.
E’ una casa. Nel senso letterario.
C’è una cucina. Un divano.
Io non sono abituata a questi lussi.
Non per il divano o la cucina.
All’università se avevi una scrivania non eri un paria.
Se ce l’avevi eri un sudra, comunque.
Per essere bramino dovevi o essere sposata al professore o scopare in segreto un altro (o lo stesso) professore. Oppure sperare che prima poi avresti potuto farlo.
E solo i bramini sono i custodi della scienza.
Ecco. Ho scoperto che le caste non esistono.
E che puoi essere un custode della scienza anche senza essere bramino e doverti scopare il professore.
Ho una scrivania e sono me stessa. Punto.
Esiste tutto un mondo dove uno HA delle competenze, HA delle capacità, HA un cervello che può utilizzare nel modo più opportuno, a sua discrezione.
Questa casa-ufficio è un nido.
E’ un nido colorato.
Questa casa-ufficio prende il nome di Albero da oggi.
(Ci sono altri motivi sotto ma devo tacere!!).
Fuori, sopra i citofoni, c’è una targa di plexiglass che dice che qui ci siamo “noi-non-bramini”.
In basso, a destra c’è scritto:
P 22= 4
(Vi giuro che è vero!).
Siamo al quarto piano se volete venire a prendere il caffè.
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8 pensieri su “Le caste non esistono

  1. bellissimo…. ho lasciato la ricerca per lo stesso motivo…. c'è una gerarchia piramidale dove se non hai le giuste conoscenze rischi di rimanere nel fondo della graduatoria indipendentemente dalle tue competenza…. ora lavoro nel pubblico… dove persone anche molto più esperte mi considerano una collega e non una schiava-adepta

  2. Hai visto! Hai visto!Te l'avevo detto che era la scelta giusta!Te l'avevo detto! Te l'avevo detto!(scusa mi volevo crogiolare un po')Sono troppo contenta per te! Beviti un bel caffè corretto pensando a me uno di questi giorni…P.S. Dai peró ce l'avevamo la scrivania…In particolare io ero seduta tra la lingua e il culo (scusa ma questa è la mia migliore battuta 2005/2006)

  3. @bussola: lasciare la ricerca è un male, lasciare la ricerca italiana è un bene. Brava che sei nel pubblico.Tieni la testa alta.@bismama: si le caste ci sono ovunque ma io ne sono fortemente allergica. Gravemente: direi che muoio. Io son morta e rinata. Quindi ora io gioisco.Trovare una briciolina di mondo in cui puoi essere te stessa è una grande soddisfazione.@romi: ah romì romì romi romì…. minchia romì…quante cose. Certo che avevamo la scrivania e pure grande. E pure grigia. Però vuoi mettere quando ti dicono: ho scelto le cose rosse per te. oppure di cosa hai bisogno? E lo senti che quello spazio lì è stato creato apposta per te. Non era una scrivania vuota che poteva essere occupata dal primo stronzo che sapeva leccare bene e meglio di te. Poi tutti siamo sostituibili, eh…La tua posizione tra lingua e culo è finita sui guinnes dei primati e ancora nessuna/o la batte.

  4. voglio venire!!!!! ce la facciamo ad incontrarci? sono solo ad un centinaio di km da torino ……….ma la cosa più importante: sono felice per te. per il rosso. e l' albero.paolap.s. vorrei che le caste non esistessero davvero.

  5. @Paola si sisisisisiisisis…. s punto selvaggia chiocciola gmail punto comappena torni da Istanbul scrivimiiiiiiiiii@Fra chi ben comincia e a metà dell'opera…speriamo!@Nina: si sto un albero e tento (ma tento, eh) di rendere facili le cose difficili (della scienza).Quindi sì, faccio anche lo scoiattolo che raccoglie le noccioline e se le dimentica nel prato. E poi nascono gli alberi….

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