PorTo VeneRe



Arrivata con l’acqua dolce sulla testa, due lucine indicavano la via di casa: 
Via del Mare Aperto n°1.
La finestra è sempre aperta dal lato della cucina.
Con il vento che cullava le onde, tutti, 
piano piano, vicini vicini, abbiamo spento le luci e siamo andati a dormire.
Alla mattina, Libeccio giocava felice con le ochette in mare aperto
e spruzzava degli omini in cima ad uno scoglio.
Molti tristi perchè non potevano fare il bagno di ferragosto.
Pochi felici perchè sapevano ascoltare Libeccio ridere.
Dall’altro lato dell’Isola che non c’è, c’è un mare e un faro rosso:
quel blu lì è la mia parte liquida, quel rosso lì è la mia parte carnale.
O viceversa. O entrambi i viceversa.
Poi ho spalancato la finestra della camera da letto e la porta del giardino.

Ho ritrovato il mare. 
Il vento. 
Il sale.
Finalmente.
A PortoVenere per due giorni segreti, rubati al tempo e ai più.
Nulla è mio e tutto è finzione.

Tranne il vento che scuote il rosso.

Il mare che placa l’animo.
E poi io. Che faccio la cretina col turbante.
Oggi, anche se non è il mio compleanno (era il 26 luglio)
mi festeggio.
E festeggio 33 volte.
33 auguri.
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5 pensieri su “PorTo VeneRe

  1. grazie papaverina!certo nessun ritardo…e auguri anche a te in non-ritardo…in questi periodi non ci sono papaveri per te e allora… vediamo vediamo… un bel mazzo di peperoncini rossi con le foglie verdi verdi!

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