La tribù: il clan dei piedi neri


Tutti riuniti a festeggiare i sei anni di Nuru.
Tutta la tribù.
Un tempo erano pance sincrone, poi tette-che-allattano-ovunque quasi sincrone e infine teorie-alternative-sostenibili quasi sempre.
La tribù è composta da vari clan, sparsi un po’ ovunque nell’Italia e nel Mondo.

I legami tra le varie parti sono forti e consolidati.
Quelli lontani (nel Mondo) sono vicini (‘God save both skype and Ryanair’).
E anche se fisicamente non ci sono, il racconto in queste occasioni, li tieni vicini. 
Un po’ come faceva Omero, c’è sempre un cantastorie nella tribù che narra le avventure degli altri.
Omero & Skype: una generazione ai tempi del 2.0 
(potrebbe essere un titolo interessante…).

Ritrovarsi, ogni volta ha un sapore speciale.
Condivisione.
Sostegno.
Supporto.
Sfogo.
Confronto.
Evasione.
Nella luce fioca di settembre con le ombre lunghe nel prato i maschiacci si rincorrono e si azzuffano.

Noi signorine (siamo sempre in minoranza nella tribù) abbiamo un passatempo degno della nostra conclamata eleganza e grazia.

Un albero di fico.
Questo: è perfetto.
Non troppo alto.
Pieno di premi, se si ha fortuna.

Le scarpine di cristallo, per noi, non esistono: noi facciamo parte del clan dei piedi neri (non mandatemi l’assistente sociale…).

E mentre tutti, grandi e piccoli (si fa per dire), sono sparpagliati nel giardino, da lontano li osservo.
Penso al valore immenso che hanno per me.
Penso che sono fortunata ad averli.
Penso che, forse, non glielo dico a sufficienza.
Penso che siamo stati bravi a tenerci.
Certamente tutti siamo cambiati in questi anni e tutti abbiamo fatto le nostre porche fatiche per rimanere a galla in questo mondo difficile (governoladro e universitàmerda).
Però la conquista più grande è stato rimanere fedeli agli ideali e ai valori in cui crediamo.
E poi dicono che i giovani non hanno valori.

E zitto e non dire che non siamo più giovani (dico a quell’altro  che ha pure dato via il windsurf perché, dice, non ce la faceva più). Meno male che almeno il kite l’ha tenuto.

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2 pensieri su “La tribù: il clan dei piedi neri

  1. vabbè ma chi narrava cosa?uffa!!si si viva skype, peró mentre voi vi sporcavate i piedi noi si scarpinava in città nordeuropea…ma si si, lo so cosa vuoi dire. Hai ragione su tutto. Quell'altro posso affermare con certezza dopo averlo visto caricarsi il windsurf in spalla, invece che il contrario (poi te la spiego…): non è più giovane! io sono vecchia dentro ma strafika fuori. Ahah! un abbraccio (no ma a proposito di raianeir?…)

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