>Pettinare olivi


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Per due giorni ho pettinato olivi.
Pettinare un albero non capita tutti i giorni e quindi mi considero fortunata.

Fingermi il Barone Cosimo Piovasco di Rondò (con un pettine in mano) è stata la principale occupazione degli ultimi due giorni.

 Per pettinare olivi bisogna:
1) vestirsi con vestiti caldi e con spirito critico;
2) fare conoscenza con ogni albero;
3) cambiare punto d’osservazione più volte.

Come gli animali, anche le piante hanno il loro carattere, le inclinazioni e le manie.
Prima di salire su un albero è bene chiederglielo, ascoltarlo e soprattutto osservarlo.

Nord e Sud per iniziare.

E poi le pieghe che ognuno sa prendere.

I bambini, liberi di cadere dagli alberi, hanno ne hanno sperimentato diversi tipi.

Una volta capito con chi si ha a che fare, con il rastello si pettinano le fronde e si fanno cadere le olive sui teli, sistemati in terra con la cura con cui una madre copre un infante nella culla.

Da terra si pettinano le fronde più basse: qui c’è molta soddisfazione perchè sovente capita di avere in testa una pioggia di olive che ti arriva da quelli che lavorano alle fronde in alto. I bambini (e una mamma, ehm) gradiscono oltremodo.
Dal ramo con le gambe penzoloni si pettinano le fronde interne alte: non vi sto a dire cosa preferisco. Divento tautologica.
Qui, in alto, il tempo scorre veloce e poi fa più caldo (ho cercato tutte le scuse per infilarmi tra i rami).

Scopro con piacere che fare olive è un po’ come potare un bonsai, come scrivere un haiku o come fare meditazione.

Il pic-nic nei campi a dicembre è fantastico: stretti stretti, con entrambe le mani che reggono pane e frittata, con il bicchiere di vino rosso in bilico sul prato, con il naso da tirar su ogni due minuti, con i discorsi sulle api, con le suole zeppe di fango, con le spalle larghe e i polmoni aperti.

Finisco con le gote rosse e un po’ accaldata come se avessi speso l’intera giornata sulle piste da sci.
Anzi no, molto meglio.
Con la mente sgombra come se avessi fatto un’ora di meditazione.
Peccato che le olive si raccolgono una sola volta all’anno.

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4 pensieri su “>Pettinare olivi

  1. >e le dita intirizzite, che si scaldano solo se le metti in movimento a tirar via le olive, e la soddisfazione di potare i rametti carichi carichi, che le olive vengono giù a grappoli come tante perle nere, e la tristezza di vedere alla fine quegli olivi spogli e…pettinati, sì, ma senza anche un po' rattristati della loro sorte….comunque non immaginavo che ancora a dicembre si potessero raccogliere le olive! davvero fortunata!

  2. >@nina: fare la doccia di olive ti piacerebbe un sacco!@one: non riuscivamo mai a troavre il wknd giusto. Questo era davvero l'ultimo rimasto. Molte son cadute… ma del resto non si può aver tutto!@papavero: eh, sapevo che la pensavi come me!

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