Pantone


I colori si sono infilati di soppiatto dentro.

Dentro ovunque.

Silenziosi e caparbi hanno strisciato lungo il muro della quotidianità.

Piano piano il muro si è sgretolato, granello su granello, come un castello di sabbia al vento.

I colori hanno tessuto trame di me stessa.

Filo dopo filo.

Giro dopo giro.

Una ragnatela di seta, dapprima. Irregolare e rischiosa in alcuni punti, ma dopo i primi giri gli azzardi erano diventati punti strategici del tessere, del costruire, del disegnare il riflesso di me che era rimasto sbiadito e appannato nello specchio del bagno d’inverno dopo la doccia bollente.

Un bozzolo di un baco, in seguito. Fitto, denso regolare, forse troppo battuto in alcuni punti, ma continuo e rotondo. La trama iniziale ha preso forma e si è definita in seguito ad evoluzioni costanti ma basate sempre su quelle criticità iniziali, su quegli azzardi che sembravano scomodi, inadatti e fuori misura.

Una me impalpabile, per finire. Proprio me. Non ho avuto bisogno di specchi, nè di riflessi. Subito mi sono sentita. Chiaramente definita nelle mie irrequietezze, nei miei dubbi, nelle mie certezze, nella mia saccenteria e nella mia immaturità.

I colori hanno fatto tutto questo.

Non racconto la Corsica: non sono in grado, troppo bella e non ho le parole in punta di penna né sui polpastrelli.

Dico solo che sono stati tre colori di un pantone corso a tessere me stessa: il blu, il verde e il marrone.

Si sta bene qui dentro (o fuori?).

 

 

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...