Due punti


Oggi sono da due punti.

Suono Ho suonato quattro corde.

Faccio molte polpette per quattro bambine (?) che stanno per dare il via ad un pigiama party. Per favore a colazione cioccolata calda e fragole e panna: possiamo? Due punti perché non trovo risposta immediata ragionevole e sensata.

Preparo le valigie. Mentalmente, perché lunedì è ancora lontano.

Due punti.

In effetti ogni poesia

potrebbe intitolarsi «Attimo».

Basta una frase

al presente,

al passato o perfino al futuro:

basta che qualsiasi cosa portata dalle parole

stormisca, riplenda,

voli nell’aria, guizzi nell’acqua,

o anche conservi

un’apparente immutabilità,

ma con una mutevole ombra;

basta che si parli

di qualcuno accanto a qualcuno

o di qualcuno accanto a qualcosa,

di Pierino che ha il gatto

o che non ce l’ha più;

di altri Pierini

di gatti e non gatti

di altri sillabari

sfogliati dal vento;

basta che a portata di sguardo l’autore metta montagne provvisorie

e valli caduche;

che in tal caso

accenni al cielo

solo in apparenza eterno e stabile;

che appaia sotto la mano che scrive

almeno un’unica cosa

chiamata cosa altrui;

che nero su bianco

o almeno per supposizione

per una ragione importante o futile, vengano messi punti interrogativi, e in risposta –

due punti:

(W. Szymborska)

2 pensieri su “Due punti

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