Via Difronte, n°1 (Suonare Emotività)


Ho ancora un paio di scatole numerate di libri da sistemare e quelle che sono sotto al letto piene di vestiti invernali e anche le scarpe grosse sono ancora nelle scatole e così alcuni contenitori del bagno con vari boccettini di oli essenziali e non ancora imparato dove è il contatore della luce quando salta e non ho ancora finito di domicilare tutte le bollette e non ho fatto ancora vedere a mio fratello il terrazzo e poi non ho dormito ancora su questo divano arancione e non ho ancora acceso il camino e non ho dato spazio a tutti i miei vasi e i miei bulbi aspettano solo ancora un pochino di freddo per venire accolti in questa terra rossa e non so bene dove andare per fare l’autolettura dell’acqua e non conosco ancora il nome della mia vicina di terrazza che stende i panni in ordine di grandezza, dalle mutande alle lenzuola, da sinistra verso destra, lavatrici colorate e lavatrici scure e non ho ancora sistemato i miei barattoli di spezie e i quadri sono ancora tutti per terra e le piante nuove si stanno arrampicando ignare nelle inferriate del balcone e i loro fiori pendono grossi e inconsapevoli.

Avevo appena finito di fare amicizia con tutti i nuovi rumori notturni.

Lo avevamo sempre saputo che da questa casa ci saremmo dovuti spostare. 3 mesi. Sono solo 3 mesi che sono qui in questa casa bianca con la piazza grande. E ieri sera, in cucina, tra un passami-il-sale e assaggia-se-è-cotto mi dice: “Forse la padrona di casa ha bisogno di vendere. Per un po’ possiamo stare ma verrà quella dell’Agenzia.”

 

Vacillo.

Io ho radici trasportabili.

Ma.

Ho bisogno di stabilità, ogni tanto.

Vacillo, ora.

“Perché piangi? Lo sapevi che dovevamo andare via, no?”

Certo, lo sapevo. Il concetto di “tempo” è davvero relativo.

So anche che devo morire.

La razionalità ha una casa.

L’emotività abita di fronte. Vado a prendere un caffè da lei.

 

 

11 pensieri su “Via Difronte, n°1 (Suonare Emotività)

  1. oh che tristessa, una aveva una terrazza famosa, quasi quasi soppportava perfino Din don don o come diavolo si chiama e tocca ricominciare tutto da capo, lo fa buono il caffè emotività, anche se a volte risulta un po’ salato

    1. Il caffè di Emotività è stato buono. Anche i suoi racconti di sogni stesi al vento e di sogni nel cassetto. Bisogna andare avanti.
      Razionalità è passata a prenderCi, Ci ha portato fuori ieri, in una bella Masseria con vino novello e San Martino. Siamo state bene, tutte e tre.
      abbiamo deciso di continuare a lottare.

      Mi toccherà lottare per stare il più a lungo possibile qui con Don DInDon. Eh chi lo avrebbe mai detto!

  2. forse, e dico forse, la nuova casa sarà più bella e sara più tutto e sarà più buona per i bulbu e sarà più terrazzosa e più marosa.. stai qualche altra ora da emotività che alla fine ti convince che anche stavolta sarà facile..
    Sandra

    1. Sandra, hai ragione tutto potrebbe essere più, più, più. Emotività è morbida e voluttuosa ma mi fa indossare degli occhiali che distorcono la realtà. Per ora, tutto mi sembra un Monte Cervino più che un tavoliere pugliese.
      Razionalità sta lavorando: mi ha dato tutta una serie di lenti correttive per mettere a fuoco.
      Resisto. So che troverò una via di ascesa. Solo che io sto meglio in infradito che in scarponi da montagna.

      ehi, grazie.🙂

      1. gli scarponi tra un po’ poi te li puoi togliere, e allora si che sarà bellissimo sguazzare con le infradito! Ricorda a Emotività che in fondo, DOMANI E’ UN ALTRO GIORNO….. un abbraccio in discesa..
        Sandra

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