Occhi di acqua (di mare)


‘La aiuto io.’ E la pesantissima valigia è alloggiata al sicuro. Capelli bianchi, mani segnate, odore di cassetto pulito. Un treno che attraversa l’Italia. Ha addosso la fatica fisica degli anni e degli accadimenti. Guarda quella terra rossa e quegli ulivi che ci sfuggono dal finestrino

Seduto, nonostante la rushour, composto. Impeccabilmente in ordine come solo riescono a fare quelli che lavorano a nyc. Nonostante il caldo umido (plebeo) e il gelo paralizzante (aristocratico) dei 64 F. Solo il busto, triste, flesso in avanti. Troppo curvo. Disarmonico in quel falso ordine stirato e inamidato. Capelli bianchi, mani segnate, odore di profumo costoso. Guarda le fermate che ci sfuggono veloci nel nostro express verso downtown.

Voi avete entrambi gli occhi di acqua e dovreste conoscervi. Vi ho collegati solo adesso.

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