La formica


Anche la formica ha un suo punto di vista.  Non sarà mai affascinante quanto quello di un falco. O di una balena. O un di primate dell’Antropocene.

Con onestà intellettuale devo lasciare traccia di sei zampe, incollate di fango secco, pesanti e grevi. Capo, torace e addome compressi come uvetta sul panettone.

Quasi in 2D.

Il silenzio parla chiaro.

Piccoli passi di formica.

 

 

 

Occhi di acqua (di mare)


‘La aiuto io.’ E la pesantissima valigia è alloggiata al sicuro. Capelli bianchi, mani segnate, odore di cassetto pulito. Un treno che attraversa l’Italia. Ha addosso la fatica fisica degli anni e degli accadimenti. Guarda quella terra rossa e quegli ulivi che ci sfuggono dal finestrino

Seduto, nonostante la rushour, composto. Impeccabilmente in ordine come solo riescono a fare quelli che lavorano a nyc. Nonostante il caldo umido (plebeo) e il gelo paralizzante (aristocratico) dei 64 F. Solo il busto, triste, flesso in avanti. Troppo curvo. Disarmonico in quel falso ordine stirato e inamidato. Capelli bianchi, mani segnate, odore di profumo costoso. Guarda le fermate che ci sfuggono veloci nel nostro express verso downtown.

Voi avete entrambi gli occhi di acqua e dovreste conoscervi. Vi ho collegati solo adesso.

Tutto inizia


Tutto inizia by Trittoli
Tutto inizia, a photo by Trittoli on Flickr.

L’inizio e la fine

Dopo ogni guerra
c’è chi deve ripulire.
In fondo un pò d’ordine
da solo non si fa.

C’è chi deve spingere le macerie
ai bordi delle strade
per far passare
i carri pieni di cadaveri.

C’è chi deve sprofondare
nella melma e nella cenere,
tra le molle dei divani letto,
le schegge di vetro
e gli stracci insanguinati.

C’è chi deve trascinare una trave
per puntellare il muro,
c’è chi deve mettere i vetri alla finestra
e montare la porta sui cardini.

Non è fotogenico
e ci vogliono anni.
Tutte le telecamere sono già partite
per un’altra guerra.

Bisogna ricostruire i ponti
e anche le stazioni.
Le maniche saranno a brandelli
a forza di rimboccarle.

C’è chi con la scopa in mano
ricorda ancora com’era.
C’è chi ascolta
annuendo con la testa non mozzata.
Ma presto
gli gireranno intorno altri
che ne saranno annoiati.

C’è chi talvolta
dissotterrerà da sotto un cespuglio
argomenti corrosi dalla ruggine
e li trasporterà sul mucchio dei rifiuti.

Chi sapeva
di che si trattava,
deve far posto a quelli
che ne sanno poco.
E meno di poco.
E infine assolutamente nulla.

Sull’erba che ha ricoperto
le cause e gli effetti,
c’è chi deve starsene disteso
con la spiga tra i denti,
perso a fissare le nuvole.

Wislawa Szymborska

Distesa
con la spiga tra i denti
persa a fissare i kitesurf.

Di nuvole nemmeno l’ombra.

Essere all’altezza giusta


Essere all'altezza giusta by Trittoli
Essere all’altezza giusta, a photo by Trittoli on Flickr.

Questo Vate-stemma-nobiliare predice chiari segni.

Domani
vicino all’acqua mossa
sbocceranno fiori
e splenderà il sole.

Chissà domani cosa predirà il mio Vate personale.
È mio, di persona personalmente, perché solo io posso vederlo diritto negli occhi.

Non sono mai stata all’altezza di un capitello.

ndr: dalla finestra destra del mio nuovo studio